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NOCCIOLO, TRA FAVOLA E MAGIA
 Si narra nelle favole che furono i poteri di un alberello di nocciolo cresciuto sulla tomba della mamma di Cenerentola a salvarla dalla cattiveria della matrigna e delle sorellastre e a propiziare l’incontro con il Principe Azzurro. Il legame del nocciolo con le forze divine è ricorrente nella tradizione di ogni Paese e in ogni epoca. Dai tempi più antichi arriva la leggenda che i rami di nocciolo fossero la difesa più sicura contro tutto ciò che striscia per terra. E il riferimento alle vipere e alle serpi è ben preciso, tanto che è ancora una consuetudine per i pastori d’Abruzzo scegliere un robusto ramo di nocciolo per farsi l’inseparabile bastone. Per i Celti, al nocciolo, chiamato Coll, era dedicato il mese lunare in cui maturavano i frutti, considerati simbolo della saggezza: un seme dolce e compatto, racchiuso in un guscio impenetrabile alle stoltezze del popolo. Le storie più curiose e vicine a noi riguardano le streghe di Otranto che, solo un paio di secoli fa, pare andassero alla ricerca di tesori sepolti accompagnate da un rametto del magico legno del nocciolo. Invece, nel Medioevo, il nocciolo veniva utilizzato per invocare il demonio e per stringere patti interessanti con le forze del male. Leggiamo in un vecchio libro: «Un ramo di nocciolo, reciso con un coltello mai usato, serviva ai maghi per evocare una persona scomparsa e a far  parlare un morto». Lo stesso Henri Leclerc, che nulla tralascia di raccontare a proposito delle buone proprietà dei suoi amati frutti e degli ortaggi anche comuni, non può fare a meno di ricordare che i rami del nocciolo, nelle mani degli addetti all’occultismo, sono ritenuti un mezzo infallibile per scoprire i tesori nascosti nelle viscere della terra. Scrive, nel 1925: «Ai nostri giorni si può restar stupiti di fronte alle indicazioni che le bacchette forniscono al cercatore d’acqua. Spesso, anche un contadino ignaro, armato di un bastoncino biforcuto di nocciolo, può rilevare la presenza di una sorgente di acqua che si era abilmente nascosta alle sofisticate attrezzature di un ingegnere».
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