Finferli
Sono anche conosciuti come galletti, gallinacci, perseghitt, giallarelli.
Hanno la forma di un imbuto spesso con i margini irregolari. Il loro
colore è giallo, sono abbastanza grossi e la polpa è soda. Dal margine
del cappello partono pieghe simili a lamelle che arrivano fino a metà
gambo. Esistono molte varietà, ma le differenze tra l’una e l’altra
sono lievi e riguardano il colore e la consistenza. Tra i finferli, il più
pregiato e venduto nel mondo intero è Cantharellus cibarius. Crescono in
tutti i boschi, un po’ scostati dagli alberi, tra l’erba e i soffici
muschi.
Come cucinarli. Trifolati con prezzemolo o altre erbe aromatiche; in
umido, come contorno per secondi di carne o di pesce. Sono ottimi nella
preparazione di sughi per condire pasta fresca e risotti.
Finferle
l La forma a trombetta è simile a quella dei finferli, ma il colore del
cappello è bruno scuro sopra e giallo arancio sotto, come il gambo.
Questo è sottile, con poca carne perché cavo. Ha un profumo molto
intenso che permane anche dopo la raccolta. Le finferle (Cantharellus
lutescens) sono abbastanza diffuse, dalle pianure vicino al mare alla
montagna, nei boschi di abeti e pini.
Come cucinarle. Trifolate o
nei sughi a cui trasmettono l’ottimo profumo e il sapore caratteristico.
Ideali come contorno a piatti di carne e di pesce. Possono essere
essiccate o messe sott’olio.
Chiodini
l Il cappello, piccolo e solitamente liscio, non è proporzionato alla
lunghezza del gambo che è lungo e sottile, con un anello abbastanza
evidente. Sotto il cappello ci sono le lamelle che si aprono anche nella
parte alta del gambo. Il colore dei chiodini (Armillariella mellea) varia
secondo l’ambiente in cui crescono, di solito una parte di tronco malato
o morto. È giallo miele vicino a gelsi e robinie; bruno rossiccio se
cresce al piede di faggi; sfumato di verde sotto le querce; generalmente
bruno nei pressi dei pioppi. I migliori sono quelli di gelso o di robinia.
Come cucinarli. Sono buoni
sia in umido che sott’olio, però vanno lessati per pochi minuti prima
della cottura e poi tenuti sul fuoco a lungo. Altrimenti mantengono un
sapore amarognolo e possono risultare tossici.