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Il costo dei terreni agricoli zona per zona: Analisi

Dopo la sostanziale stabilita` dei valori fondiari registrata negli ultimi anni i terreni della circoscrizione meridionale hanno evidenziato un lieve aumento delle quotazioni (1-2%), che risulta influenzato soprattutto dalla crescita dei valori dei terreni localizzati nelle aree di pianura (2-3%). Da segnalare come la montagna interna delle regioni meridionali sia l'unica zona della penisola ad aver registrato una diminuzione dei prezzi.

Il numero delle compravendite e` stato limitato, in sintonia con la tradizionale staticita` del mercato fondiario riscontrata negli anni scorsi. Va comunque sottolineato che, specialmente nelle aree marginali, si sono concretizzati trasferimenti per semplice scrittura privata, temporaneamente non registrati.

La domanda in genere ha prevalso nelle aree dove attivita` come la viticoltura, l'orticoltura o l'allevamento bufalino, garantendo un buon reddito, stimolano l'ampliamento delle aziende.

Nelle aree marginali e meno produttive caratterizzate da fenomeni di abbandono e da bassa redditivita` prevale invece l'offerta.

La richiesta di terreni risulta indirizzata verso seminativi e colture specializzate, meglio se dotate di adeguate infrastrutture, ma non mancano casi in cui il prezzo risente di particolari andamenti nel mercato dei prodotti o viene influenzato da misure di politica agraria.

Ad esempio in alcune aree del foggiano la diffusione della coltivazione del pomodoro e la disponibilita` di nuove zone idriche ha determinato incrementi del valore dei seminativi (5-9%) e dei terreni coltivati ad orticolo (8%).

Al contrario nel brindisino i terreni destinati ad orticoltura hanno risentito dei problemi fitopatologici che hanno colpito queste colture e le quotazioni sono diminuite di circa il 4%.

Anche nel napoletano le difficolta` di vendita dei prodotti sul mercato locale hanno disincentivato gli operatori locali ad investire nelle colture ortofloricole. Infine, secondo gli operatori, e` relativamente frequente la richiesta di terra da parte degli allevatori, intenzionati a raggiungere i requisiti necessari per poter accedere agli aiuti strutturali offerti dall'Unione europea.

Significativi aumenti dei prezzi degli agrumeti (4-12%) sono invece segnalati nelle aree di Taranto, Salerno, e Matera mentre per il mercato degli oliveti sembra pesare ancora la crisi dell'olio d'oliva. Per questa tipologia colturale si sono osservate lievi variazioni positive nelle quotazioni nelle province di Bari e Foggia mentre a Teramo e Pescara gli oliveti hanno fatto registrare un buon dinamismo grazie anche all'influenza del marchio Dop per l'olio extra vergine Apruntino.

Per i vigneti Doc sono segnalati aumenti dei valori fondiari nelle provincie di Avellino (2-5%) e nel Molise, mentre in Puglia e` particolarmente attivo il mercato dei diritti di reimpianto, quotati dino a 10-20 milioni ad ettaro.

La Calabria e` l'unica regione che presenta una variazione negativa dei valori fondiari rispetto al 1997 e tale andamento e` in larga parte imputabile alla flessione registrata nella provincia di Reggio Calabria.

In questa area gli oliveti, gli agrumeti e i seminativi hanno perso tra il 5 e il 10% del loro valore rispetto al 1997, a seguito delle quotazioni piuttosto elevate raggiunte nel recente passato. Nelle altre regioni viene segnalata una sostanziale stabilita` dei prezzi con una staticita` tra domanda e offerta generata dalla crisi in cui versa il settore agricolo calabrese e dalla frammentazione della proprieta`.

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